martedì 29 luglio 2008

I capitani di ‘diritto'

I capitani di ‘diritto’, col diritto di offendere e criticare!
Scritto da nessuno

Come tutti i ragazzini anch’io a quella età giocavo a pallone, io ero difensore ed in squadra con me c’era pure Ciruzz’ ‘o surucillo. Chi è Ciruzzo? Ciruzzo è uno che vive in molti di noi. Quando giocavamo dribblava gli avversari con un guizzo tenendo sempre la palla sopra il piede, un vero fenomeno, ancora non c’era il mito di Maradona perciò lo chiamavamo Pelè oppure ‘o Suricillo. Visto che lui era quello che segnava, decise che lui doveva essere il capitano della squadra; per noi nulla in contrario, a parte che se giocavamo male ci criticava dicendo che era colpa nostra. Poi si aggregarono altri validi ragazzi nella squadra e facemmo la ‘Real Bagnolese’, con tornei e tant’altro cambiando anche i moduli di gioco, al punto che Ciruzzo non molto democraticamente cedette la fascia di capitano per ovvia scadenza di turno che si era precedentemente fissato. Sentitosi messo in disparte se ne va e con altri e costituisce un’altra squadra la ‘Nuova Bagnolese’di cui lui è l’indiscusso capitano e continuò a criticare soprattutto i nuovi arrivati che avevano nuove idee. Oggi nel mondo pseudo meridionalista alcuni si comportano come Ciruzzo, pronti a criticare ogni nuova idea perché si deve fare come dicono loro, accusando gli altri di dividere, mentre loro si sono già divisi per poter fare meglio i capitani, perché tali si sentono, muovendosi con la velocità del lampo per poter stare dove la palla gira cioè al centro dell’attenzione,quindi in ogni manifestazione possibile, e se qualcuno inizia un’azione senza interpellarlo lo offende perché gioca da solo, mentre invece non ha capito che siamo in un'unica squadra e che se gli altri non dicono niente, anzi qualcuno incita nell’affondo, è perché probabilmente ciò non nuoce alla squadra, quindi invece di sbraitare, lui e i suoi accoliti fotocopisti, farebbero bene a chiedere a che gioco si sta giocando invece di denigrare allo scopo di trovare qualcuno che gli dia ragione.
Le incitazioni non sono ordini e le idee non sono comandi, io non ho mai visto o sentito qualcuno dire di fare questo e quello come fanno i capitani di turno, se poi qualche intellettualoide da strapazzo non capisce le fasi di un discorso, smetta di fare libri e faccia quello che sa fare meglio cioè giocare, perché così non fa altro che creare spaccature ideologiche che (visto le cose) non potrà capire fino a scuola compiuta e con un maestro di sostegno.
Magari poi parlano che bisogna adeguarsi, proprio loro che fotocopiano la squadra da dove sono usciti, da quale pulpito viene la predica. Si lamentano che hanno corso per tutto il campo mentre tu sei stato fermo in difesa, non tenendo conto che le azioni di cui si sono resi goleador sono partiti proprio dalla difesa.
Qui non ci stanno generali ne capitani, ma semplici napoletani al servizio di chi dirige la baracca e tu, o mio bel capitano non dirigi la baracca, quindi accetta il tuo ruolo come noi accettiamo il nostro, se poi ci scappa un’idea nuova chiedi e in silenzio aspetta la risposta.
Se poi non si va da nessuna parte per i prossimi 100 anni è solo colpa vostra perché lottate in qualcosa che nemmeno credete voi stessi visto che nel presentarvi scrivete che forse saranno i discendenti a vivere il sogno dell’indipendenza, a meno che non siete tutti ultra novantenni.
Quindi nella fase che viviamo certi capitani dovrebbero stare al loro posto. Continua a giocare che giochi bene, ma non dare fastidio.

Antonio Iannaccone – brigante non più emigrante

Terminologia

Partito: associazione di cittadini uniti da comuni ideali e in una comune azione di movimento, organizzata per realizzare nella vita politica e amministrativa del paese il programma da essi sostenuto. Esso è quindi un qualcosa di ben organizzato e complesso per poter attuare in un limitato periodo di tempo.

Movimento: azione di un partito, mirante a promuovere riforme, revisioni di idee e di principi.

Azione: Atto proprio inerente a un idea che insieme ad altre azioni fa parte di un movimento idealistico. Esempio: questo scritto è esso stesso un AZIONE.

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L 'INDIPENDENZA

L'Indipendenza
I N D I P E N D E N C Y
Oggi, amici, vi dico di non indugiare oltre, e non disperarsi neanche di fronte alle difficoltà che oggi ci vengono messi dinnanzi. Io voglio, che un giorno la nazione Napolitana si sollevi e faccia valere i propri diritti, e cioè che tutti gli uomini sono stati creati uguali e quindi che non ci sia più emigrazione, ma che ogni meridionale possa trovare il proprio lavoro nel suo territorio come fanno gli italiani del nord. E’ un nostro diritto inalienabile. Io voglio, che un giorno, i nostri figli possano aver la scelta di vivere, lavorare e morire, nelle nostre terre, nelle nostre città, nella felice patria dei nostri avi, che pur combattendo non riuscirono a scrollarsi di dosso le malandrine mani di tiranni antichi e moderni, che hanno ucciso, distrutto e saccheggiato, alla pari dei barbari distruttori dell’Impero Romano, ma non ricordo Unni, Vandali o Goti, che abbiano deportato i propri nemici in lager e poi sciolti nella calce viva, o che per rappresaglia abbiano infierito sulla popolazione inerme, squartando e violentando donne e bambini colpevoli solo di appartenere alla resistenza del popolo invaso. Io voglio, che un giorno persino le organizzazioni internazionali, a iniziare dall’ONU, riconoscano, come gia hanno sottoscritto in più trattati, il diritto costituzionale di un popolo ad esistere, in quanto, gli abitanti del Sud della penisola italica sono un popolo con eguale cultura, storia, religione e vita sociale, e questo ci dà il diritto ad avere un proprio governo, e a proclamarci stato indipendente.
Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto ad un altro popolo ed assuma tra le potenze della terra lo stato di potenza separata ed uguale a cui le Leggi della Natura e del Dio della Natura gli danno diritto, un conveniente riguardo alle opinioni dell'umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione. Noi riteniamo che sono per se stesse evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita , la Libertà , e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di mutarla o abolirla e di istituire un nuovo governo fondato su tali principi e di organizzarne i poteri nella forma che sembri al popolo meglio atta a procurare la sua Sicurezza e la sua Felicità. Certamente, prudenza vorrà che i governi di antica data non siano cambiati per ragioni futili e peregrine; e in conseguenza l'esperienza di sempre ha dimostrato che gli uomini sono disposti a sopportare gli effetti d'un malgoverno finché siano sopportabili, piuttosto che farsi giustizia abolendo le forme cui sono abituati. Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni, volti invariabilmente a perseguire lo stesso obiettivo, rivela il disegno di ridurre gli uomini all'assolutismo, allora è loro diritto, è loro dovere rovesciare un siffatto governo e provvedere nuove garanzie alla loro sicurezza per l'avvenire.
Tale è stata la paziente sopportazione del popolo del SUD Italia e tale è la necessità a mutare la sottomissione ai governi dell’attuale stato, che sono stati storia di ripetuti torti e soprusi, tutti diretti a tenere sottomesso il popolo di questo territorio, sin da quando era unito come popolo delle Due sicilie.
Per dimostrarlo ecco che si sottopongono all'esame di tutti gli uomini imparziali e in buona fede i fatti dei continui governi.
1. Hanno sempre schivato la necessità di fare leggi per promuovere la vera rinascita economica e sociale, necessarie per le persone del luogo, dopo che dall’invasione senza dichiarazione di guerra del 1860, tutto il territorio in discussione, fu barbaramente razziato, spogliato di ogni risorsa industriale per favorire il nord del paese e tenuto chiusi gli istituti scolastici e università per divulgare l’ignoranza e favorire l’emigrazione fino ad allora sconosciuta a questo popolo. Ed ha costretto i nostri concittadini fatti prigionieri a portare le armi contro il loro paese, i loro conterranei e a diventare carnefici dei loro amici e confratelli, o a cadere uccisi per mano di questi. Scatenando una guerra lunga dieci anni e disprezzando i patrioti legittimisti verso l’opinione pubblica mondiale con l’appellativo di briganti, mentre invece erano loro i tagliatori di teste e squartatori di donne.
2. Pur avendo questo territorio una popolazione superiore al resto dello stato italiano, hanno fatto in modo sin dall’inizio, che non ci fossero troppi rappresentanti in parlamento, così che sempre in minoranza, non si è mai potuto far valere i diritti del popolo.
3. Hanno favorito lo sviluppo di un’area del paese(quella del nord), trascurando, volontariamente, i diritti e i bisogni della popolazione meridionale, preoccupandosi solo che potessero arrivare in buone condizioni a lavorare nelle fabbriche stanziate tutte al nord, perchè avevano bisogno di manodopera.
4. Hanno favorito la nascita della criminalità organizzata(camorra, mafia, ndrangheta, Scu)qualificando noti criminali come funzionari statali, sindaci, governatori, consiglieri, sollevandoli al rango di politici mediante i quali tengono sotto controllo il territorio e lo stesso popolo, stando bene attenti ad ogni segnale di recupero e facendo in modo che non ci sia rinascita popolare. E lì dove i governi locali sono stati ritenuti sciolti per associazione mafiosa, viene a governare un commissario speciale dello stato, così che i governi hanno poteri diretti su questi territori.
5. Hanno stabilito nuove cariche, tra familiari loro, istituendo nuovi organi d’ufficio e stabilendo nuovi stipendi esagerati solo per generare nuove tasse e balzelli che il popolo, nel suo modo di vivere arrangiandosi e non avendo avuto un lavoro, non riesce a pagare.
6. Hanno fatto in modo che, non avendo un lavoro e volendo lavorare, i meridionali si dedicassero alla carriera militare o nella Polizia per poter guadagnare uno stipendio, ma con il rischio di morire per le strade o peggio ancora, trovando la morte in terre lontane, quando, è bene che si sappia, un Duosiciliano non ha mai fatto guerra a nessuno essendo pacifico e di spirito allegro.
7. Con la scusa di faide mafiose, hanno mandato sempre più spesso i militari per le strade delle città del Sud, sovrapponendosi alle autorità locali. Una vera e propria azione coloniale degna del XIX secolo.
8. Hanno fatto in modo così, di far nascere un certo odio tra le popolazioni del nord e il popolo duosiciliano, il quale è sempre deriso, schernito e soggetto,nel tempo, a maltrattamenti fisici fino ai primi del ‘900 e ora a maltrattamenti psichici.
9. Hanno fatto in modo che al Sud le tasse sono superiori a quelle del nord, come le quote assicurative, che arrivano anche al 300%. Vita, Libertà, Giustizia e Felicita non sono tutelate nei territori di questo popolo:le Due Sicilie.
10. Hanno sradicato la nostra radice storica, trasportando al nord tutto ciò che di buono avevamo. Siamo stati derubati in tutti i sensi e soprattutto insegnandoci a scuola delle menzogne per quanto riguarda il risorgimento, manipolando le nostre menti e rendendoci, così, schiavi dell’invenzione del meridionale sporco e nullafacente.
11. Non hanno ascoltato le grida di aiuto di ognuno di noi che hanno continuato a scrivere ai vari governi e capi di stato, da qualsiasi canale e ultimamente anche via web, ma le mancate risposte e i loro silenziosi comportamenti non trovano eguali tra i monarchi di un tempo, e sono del tutto indegni di un capo di una nazione civile e moderna. Sono di questi governi italici tutte queste e altre azioni, per mezzo delle quali si può definire un tiranno, inadatto a governare un vero popolo libero. Infatti visto che non c’è più niente da rubare al popolo duosiciliano, il peso delle malefatte storiche e dell’incapacità governativa, sta ricadendo anche sui popoli del nord. Dobbiamo perciò, necessariamente rassegnarci alla separazione dal resto dell’Italia e che per diritto internazionale e divino la Napolitania deve essere uno Stato Libero e Indipendente, distaccandosi da Roma capitale d’Italia e che, come tale, ha pieno potere di contrarre alleanze, stabilire commercio e compilare tutti gli altri atti e le cose che gli stati indipendenti possono a buon diritto fare. E in appoggio a questa dichiarazione, con salda fede nella protezione della Divina Provvidenza, reciprocamente impegniamo le nostre vite, i nostri beni e il nostro sacro onore.
Antonio Iannaccone